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L'annuncio di marzo aveva attirato parecchia attenzione, salvo forse ai più giovani. Il ritorno sul mercato di un marchio storico come Commodore non poteva passare inosservato, in una Internet dove un significativo numero di frequentatori ha mosso i primi... polpastrelli sulla tastiera d'un C64 - chi scrive ne fa parte.
Svariati blog e siti tematici si erano rimbalzati la notizia dell'annuncio: sebbene la gloriosa C= sia nel frattempo passata di mano e non faccia più capo ai proprietari di trent'anni fa, all'alba del 2010 d.C. si voleva riproporre un modello di computer domestico con tutti i dispositivi integrati nella tastiera (il che farà storcere il naso a tutti quelli che ormai concepiscono l'integrazione solo nel pannello del monitor).
Le reazioni spaziarono tra entusiasmo, incredulità e scetticismo: c'era chi, pur sapendo bene che l'epopea del vecchio calcolatore beige non è più attuale, salutava con affetto l'arrivo del suo degno erede, chi discettava dell'attualità o meno dei componenti hardware equipaggiati basandosi sugli scarni dati a disposizione, chi parlava apertamente di bufala e di prodotto già confezionato e venduto da altre case costruttrici. Poi è comparso finalmente il sito ufficiale, commodoreusa.net, con qualche altra informazione in più.
La vetrina d'ingresso della pagina principale è invitante e gioca sul contrasto emotivo: accanto alla lucida livrea degli chassis di nuova generazione campeggia, a mo' di memento e di raffronto, l'effigie beige del glorioso Commodore 64 d'epoca. Sebbene vengano presentati tre modelli (l'arrembante Phoenix, l'elegante Invictus e l'accomodante Amigo) in realtà nel carrello online al momento è possibile calare solamente la versione argentea o nera di uno, quel Phoenix che vuol suggerire già nel nome la resurrezione di un mito. Degli altri due, per ora, tocca accontentarsi della galleria fotografica, lasciando all'immaginazione l'esperienza d'uso e le prestazioni. Nella sezione Options vi è una carrellata della componentistica e la possibilità di assemblarsi, pare un computer su misura. Va detto che la configurazione hardware è di tutto rispetto, dato che il processore di taglio minimo è comunque un Core 2 Duo E7500 - e gli altri quattro ordinabili sono tutti Core 2 Quad... Ethernet integrata, RAM da 2 a 4 GB a seconda delle esigenze, dischi rigidi SATA da 7200 Rpm con tagli da 160 GB a 2 TB. Varie altre opzioni, dal drive ottico al dispositivo Wireless, dal monitor LCD alle periferiche di puntamento, fino a un dispositivo USB per l'archiviazione dati, consentono di portarsi a casa una postazione multimediale completa e sufficientemente aggiornata.
Diversi i sistemi operativi installabili, forniti dalla casa: di base il cuore dei nuovi Commodore è Ubuntu, ma è possibile anche equipaggiare sistemi operativi Windows e un'emulazione del glorioso Amiga. Curiosamente la pagina menziona anche Mac OS X, ma la pagina a cui rimanda specifica solo che Commodore non è legata in alcun modo ai prodotti della Mela di Cupertino e invita chi li desidera a recarsi sulla vetrina online di Apple, con tanto di link diretto... I prezzi non proprio popolari vanno, a seconda delle preconfigurazioni elencate, da 695 a 1295 dollari. Non è specificato l'equivalente per i mercati europei, ma l'apparenza è che la Commodore USA spedisca in tutto il mondo. Questo, e il fatto che una tipologia di prodotti del genere è di fatto scomparsa dal mercato e quindi anche dalla potenziale richiesta degli utilizzatori di prodotti informatici, costituiscono le principali incognite sul successo dell'iniziativa. Terremo d'occhio la movimentazione per raccontare, prossimamente, se la campagna di rilancio di Commodore avrà mosso le leve giuste per inserirsi in una sua nicchia di mercato o se si sarà trattato, cosa che sentimentalmente non ci auguriamo, di una "operazione nostalgia" di dubbio gusto e di infausto esito. |