Minusvalenza e plusvalenza: che cosa significano? Come verificarle sul proprio conto?

Nei termini tecnici che si usano per la contabilità legale si ha difficoltà a destreggiarsi. Parlando con un commercialista, nonostante si cerchino spiegazioni in parole povere, la situazione diventa ancora più confusa.

Spesso siamo costretti a usare internet per capire la nostra situazione monetaria. I fattori che sono maggiormente importanti sono la: minusvalenza e plusvalenza. Li avete sicuramente sentiti più e più volte e, come tutte le persone a digiuno di studi di ragioneria, non ci avete capito nulla.

Cos’è la minusvalenza

La minusvalenza come la plusvalenza sono fattori straordinari di reddito, in passivo e in attivo. Essi sono elementi materiali o immateriali che poi costituiscono il patrimonio su cui ci si devono pagare le tasse.

Iniziamo con la spiegazione della minusvalenza. Essa rappresenta una “perdita” economica. Per esempio si vende, anzi si svende, un immobile ad un prezzo inferiore di quello catastale per liberarsene o per avere fondi economici. Qui è palese che si ha una perdita di denaro riferito ad un bene economico di un valore superiore.

Questo potrebbe però essere un elemento importante a fini fiscali.

Cos’è la plusvalenza

Di contro alla minusvalenza c’è la plusvalenza che indica lo stesso discorso, ma al contrario.

Per essere essenziali la plusvalenza indica un “guadagno” che si ha su una vendita di un valore effettivo inferiore. Un esempio pratico è quando si vende una t-shirt. Il commerciante la compra a 5 euro per poi rivenderla a 10 euro.

Ecco che allora si ha poi un aumento delle tasse perché effettivamente c’ è stata un’entrata maggiore nel proprio reddito.

Come verificarle sul proprio conto?

Nel settore finanziario le minusvalenze e le plusvalenza riescono a compensare e a equilibrare gli elementi fiscali, cioè le tasse, che si devono pagare nei 4 anni successi.

In effetti è questa l’importanza principale. Quando ci sono state tante minusvalenze, quindi tante perdite per diversi motivi, esse vengono poi compensate da parte delle plusvalenze in modo da equilibrare la situazione.

Praticamente si cerca di avere un’equa ripartizione dei fini fiscali che tengono in conto della passività, delle attività, per avere poi un introito. Questo garantisce anche una certa attenzione alle perdite perché una ditta o un libero professionista che hanno delle perdite, non possono poi pagare delle tasse solo su quanto ha guadagnato. Sarebbe assurdo considerare i guadagni senza poi avere un chiarimento su tutto quello che ha portato ad avere tale guadagno.

 

Marco

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