Interessi composti: cosa sono e a che cosa servono? Come si calcolano?

Nelle strategie di investimento di medio e di lungo periodo l’interesse composto può svolgere un ruolo fondamentale per il raggiungimento di importanti obiettivi finanziari. Se ne sente parlare spesso, ma non è sempre ben chiaro di cosa si tratta. Vediamo cosa sono gli interessi composti, quali sono i fattori che li determinano e come si possono calcolare.

Cosa sono gli interessi composti, come si calcolano e che fattori li determinano

Per dare un’idea di cosa siano gli interessi complessi è possibile cominciare con una definizione: sono quegli interessi che si calcolano non solo sul capitale investito, ma anche sugli interessi accumulati nei periodi precedenti. C’è chi li definisce gli interessi sugli interessi, e non ha tutti i torti, ma sarebbe più corretto parlare di interessi sugli interessi e sul capitale. Gli interessi composti sono determinati da cinque fattori: il capitale investito, la frequenza con cui vengono calcolati e liquidati gli interessi, i tassi di interesse applicati, il tempo e la voce delle spese (tasse e costi vari). Come detto, l’interesse composto ha un maggiore impatto quanto più è lunga la durata dell’investimento.

Esiste una semplice formula che consente di calcolare gli interessi composti:

M=C(1+r/n)nt

M è il valore futuro (montante), C è il capitale investito, r è il tasso di interesse applicato, n è la frequenza con cui vengono liquidati gli interessi e t indica il tempo (espresso in anni). Piccolo esempio: supponiamo di effettuare un investimento di 1.000 euro; il rendimento è del 5% annuo, quindi dopo 12 mesi l’interesse semplice ammonta a 50 euro. Se l’investimento viene portato avanti per 20 anni e gli interessi vengono reinvestiti, gli interessi composti ammonteranno ad oltre 2.600 euro, ovvero una cifra molto più alta rispetto alla soma del rendimento semplice di ogni singolo anno.

La regola del 72: formula e significato

Esiste anche un’altra formula che riguarda il calcolo degli interessi composti: parliamo della cosiddetta regola del 72. Grazie a questa semplice formula si può avere in modo molto rapido un’idea concreta sulle tempistiche necessarie per raddoppiare il valore di un investimento, considerando un tasso di interesse annuo che rimanga fisso nel corso del periodo di tempo in questione. La formula, come detto nelle righe precedenti, è molto semplice:

72/r

dividendo 72 per il tasso di interesse annuo si ottiene il numero di anni necessari per raddoppiare l’investimento iniziale. Ovviamente il risultato non può essere precisissimo, ma può dare un’idea molto vicina alla realtà, soprattutto quando il tasso è basso.

Ubaldo

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