Occupazione dopo l’università: divario nord sud

Online i risultati dello studio Endoscopio 2018-2019 della Fondazione Agnelli, con i tassi occupazionali in Italia entro i primi due anni dal conseguimento del diploma.

Lo studio condotto da Endoscopio, un progetto portato avanti dalla Fondazione Agnelli, cerca di aiutare i genitori e i ragazzi rispondendo ad alcune domande, legate al mondo del lavoro e alla formazione scolastica superiore. I dati analizzati hanno riguardato le scuole superiori delle regioni italiane, fornendo un quadro sui tassi occupazionali a distanza di 2 anni dal raggiungimento del diploma.

Divario nord-sud sull’occupazione dopo il diploma

I risultati elaborati dallo studio condotto da Endoscopio mostrano chiaramente un forte divario tra nord e sud, per quanto riguarda il livello di occupazione dopo il diploma. La regione migliore per trovare un lavoro entro due anni dopo la scuola superiore è il Veneto, con un tasso occupazionale del 43%, seguita dall’Emilia Romagna, 39,5%, dalla Lombardia, 37,9% e dal Friuli Venezia Giulia, 37,2%.

Male invece le regioni del sud Italia, con valori di occupazione post-diploma del 19,2% in Calabria, la peggiore in assoluto, del 21,3% in Campania e del 23,2% in Sardegna. Per quanto riguarda invece la percentuale di studenti sotto occupati, la classifica è guidata dalla Sardegna, 19,7%, che precede la Puglia, 18,3%, la Sicilia, 17,1% e la Calabria, 16,2%.

La situazione non migliora analizzando il tipo di contratto di lavoro ottenuto dai giovani, una volta usciti dalle scuole superiori. Se nel nord del Paese vengono privilegiati i contratti di apprendistato, con punte del 40,2% in Veneto, in tutte le regioni del sud oltre il 25% dei contratti sono a tempo indeterminato.

Tuttavia una grossa parte dei ragazzi viene impiegato al sud con contratti di lavoro temporanei, che se in Lombardia sono il 46,8% del totale e in Liguria il 51,5%, in Sardegna arrivano al 69,4%, mentre in Puglia al 58% e in Calabria al 57,1%. Inoltre se al nord oltre il 30% degli ex-studenti riesce a trovare un lavoro coerente con quanto appreso a scuola, al sud tale valore scende al di sotto del 25% in quasi tutte le regioni.

Svolgere una professione diversa dall’indirizzo scolastico è però una costante sia al nord che al sud, con percentuali del 50% in Trentino Alto Adige, del 50,5% in Liguria e del 50,6% in Toscana, non dissimili dal 58,6% della Basilicata, dal 61,2% della Calabria e dal 59,6% della Sardegna. Altri dati interessanti dello studio dell’Endoscopio prendono in esame i giorni di attesa, necessari in media per trovare la prima occupazione dopo il diploma e la distanza tra il luogo di lavoro e la propria residenza.

Nel primo caso la regione più virtuosa è il Veneto, dove i ragazzi aspettano 190 giorni prima di iniziare a lavorare, seguita dal Trentino, 205, dall’Emilia Romagna, 207 e dal Friuli Venezia Giulia, 213. Purtroppo i giovani del sud Italia devono attendere un po’ di più, in media 287 giorni in Sardegna, 291 in Molise e ben 296 giorni in Calabria.

Infine il progetto di analisi indica quanti chilometri devono fare i ragazzi per trovare un lavoro, che se al nord spesso non supera i 25 Km di distanza, al sud può significare anche farsi oltre 100 Km dalla propria dimora di residenza, come avviene in Calabria.

Approfondimenti:

Studio Endoscopio “Esiti lavorativi”

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