Professioni informatiche e tecnologiche: oltre l’86% sono uomoni

Secondo i dati messi a disposizione dall’Eurostat, l’agenzia europea di ricerche statiche, oltre l’86% delle persone impiegate in lavori informatici sono uomoni, a fronte di una percentuale di donne di solo il 16%. Questo è il quadro che emerge da uno studio approfondito, condotto con riferimenti specifici per ogni singolo Paese UE.

Uomini e ICT: il Paese più rosa è la Bulgaria

Secondo i dati forniti dall’Eurostat, la Bulgaria è lo Stato dove si trovano più donne impiegate in lavori di tipo informatico o tecnologico, con una percentuale di poco inferiore al 40%. Seguono la Bulgaria altri Paesi dell’Europa dell’Est e continentale, come Irlanda, Romania, Cipro, Malta e Svezia.

Dall’altra parte invece si posizionano Paesi come la Repubblica Ceca, dove gli uomini dominano il settore ICT con oltre il 93% di presenza in questi incarichi, seguita dall’Ungheria e dalla Polonia entrambe con percentuali intorno al 90%. L’Italia si trova all’incirca a metà classifica, con una netta predominanza dei maschi che arrivano quasi all’80% del totale dei lavoratori informatici.

Sicuramente nel nostro Paese le donne che lavorano nell’ICT, 21,6%, se la cavano meglio rispetto a quelle residenti in Germania, 13,8%, della Francia, 11,9% e del Belgio, 14,6%, ma non c’è molto di cui festeggiare. Complessivamente in Italia si contano circa 108.600 uomini impiegati nei settori informatici, mentre le donne sono 30.000. In tutta l’Europa il totale dei maschi che lavorano nell’ICT è di 2.261.100 persone, a fronte di un popolo femminile di appena 439.100 persone.

Un altro dato interessante riguarda invece la relazione tra lavoratori informatici e mondo del lavoro. Rispetto al numero complessivo, la percentuale media in Europa di professioni ICT assorbe circa il 3,7% delle persone impiegate, con punte del 6,8% in Finlandia, del 6,6% in Svezia e del 5,6% in Estonia.

In Italia invece l’impatto delle professioni tecnologiche è minimo, con un valore del 2,2% in confronto al numero totale dei lavoratori. Il risultato peggiore lo fa registrare la Grecia, con l’1,6%, preceduta dalla Romania e dal Portogallo. Alta anche l’età dei lavoratori, con una media europea ben al di sopra dei 35 anni, a causa principalmente dell’esigenza di portare a termine studi universitari (62,5% dei lavoratori ICT hanno conseguito il diploma di laurea o un master di specializzazione), oltre alla necessaria esperienza richiesta da questi ruoli.

Approfondimenti:

Ricerca statistica Eurostat su impiegati uomini e donne nel settore ICT

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