Calcolo PIP: come si fa? A chi serve? Come funziona?

In abito economico e finanziario si utilizzano dei termini tecnici di cui non tutti conoscono il significato; in alcune situazioni la cosa diventa ancora più difficile perché con lo stesso vocabolo si possono indicare due cose completamente differenti. Con PIP, infatti, si può indicare sia l’unità di riferimento del mercato valutario che il piano individuale pensionistico: vediamo come si fa il calcolo del PIP in entrambi i casi.

Cos’è il PIP nel Forex

Cominciamo parlando del PIP nel Forex, Come detto, il PIP è l’unità di riferimento per il mercato delle valute e rappresenta l’unità minima di variazione di un tasso di cambio. In pratica, esprime il movimento più piccolo possibile di una coppia di valute, quindi è la base su cui si possono fare i calcoli dei risultati (guadagni o perdite) dei propri investimenti nel forex. Nell’ambito del trading sul mercato valutario, l’acronimo PIP sta ad indicare Percentage of Point (anche se per molti il significato è Prince Interest Point).

Quando si investe nel forex, il tasso di cambio di una coppia di valute è espresso da una serie di cifre: solitamente c’è un numero intero seguito da due o quattro decimali. Se prendiamo come esempio la coppia euro/dollaro, considerando che il cambio attuale è 1,1307 (quindi quattro decimali), il PIP rappresenta la variazione minima possibile, ovvero 0,0001. Se invece prendiamo come esempio il cambio dollaro/yen che è pari a 115,71 (due decimali), la variazione minima sarà pari a 0,01. Ciò significa che se il cambio euro/dollaro passa a 1,1314 c’è stata una variazione in aumento di 7 PIPs.

Calcolo del PIP inteso come Piano Individuale Pensionistico

Passiamo ora al Piano Individuale Pensionistico, altra realtà indicata con l’acronimo PIP. In questo caso si fa riferimento ad una forma di previdenza complementare fornita dalle compagnie di assicurazione: chi sceglie di aderire ad uno di questi piani di fatto decide di versare una quota contributiva in modo da avere, in futuro, una pensione che possa andare ad integrare quella pubblica. Sul mercato ci sono diverse opzioni, quindi gli interessati possono scegliere tra le diverse linee di investimento proposte dalle gestioni, che si distinguono tra loro in base al loro profilo di rischio/rendimento.

Per effettuare il calcolo del PIP bisogna prima di tutto avere una stima di quella che sarà la propria pensione pubblica: in rete ci sono diversi strumenti che consentono di farlo inserendo l’età, il sesso, la tipologia di lavoro, il reddito netto e l’anno in cui è iniziato il versamento dei contributi. Sulla base di questi dati il sistema è in grado di calcolare una stima dell’anno di pensionamento e dell’assegno mensile; in questo modo sarà possibile decidere se (e di quanto) è il caso di ricorrere ad una pensione integrativa. Stabilendo un obiettivo ed una linea di investimento, sarà quindi possibile calcolare il contributo da versare per il PIP.

Ubaldo

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