Tassazione fondi comuni: a quanto ammonta? Come gestire questi piani?

Tra i tanti strumenti di investimento più noti nel nostro Paese ci sono anche i fondi comuni: tutte le somme versate dai risparmiatori vanno a formare un unico patrimonio che viene investito dalla società di gestione in attività finanziarie o immobili. Ma qual è la tassazione sui fondi comuni di investimento? Vediamo come funzionano i fondi e come vengono trattati a livello fiscale.

Cosa sono i fondi e come viene gestito il patrimonio

Ogni fondo è suddiviso in piccole parti unitarie, definite quote, che i risparmiatori possono sottoscrivere. Chi aderisce ad un fondo comune affida i suoi soldi ad una squadra di professionisti che gestirà come un unico patrimonio i versamenti di tutti i risparmiatori. I fondi possono essere aperti (le quote sono sottoscrivibili in ogni momento ed è possibile chiedere il rimborso quando si vuole) o chiusi (sottoscrivibili solo durante il periodo di offerta che precede l’operatività del fondo). I fondi aperti investono per lo più in titoli quotati come azioni ed obbligazioni, mentre quelli chiusi prevedono investimenti con bassa liquidità e di lungo periodo, come ad esempio crediti, immobili e così via). Chi investe nei fondi comuni deve sapere che non esiste la garanzia di un rendimento e che il valore delle attività che compongono i fondi stessi può cambiare in base all’andamento dei mercati.

Prima di investire è quindi necessario informarsi per bene sulle caratteristiche, sui costi e sulla tassazione dei fondi comuni. L’obiettivo del fondo è quello di creare, tramite la gestione di attività diversificate, un plus di valore; i fondi possono essere di diverso tipo: al di là della già citata distinzione tra fondi aperti e fondi chiusi, è possibile individuare anche i fondi azionari, che investono soprattutto in azioni ed obbligazioni convertibili, fondi obbligazionari, che investono prevalentemente in titoli di stato ed obbligazioni ordinarie, ed i fondi bilanciati, che offrono rendimenti e profili di rischio intermedi bilanciando le varie forme di investimento.

Costi e tassazione dei fondi comuni di investimento

Per chi aderisce ad un fondo comune i costi sono rappresentati dalla commissione di ingresso, che si paga nel momento in cui si effettua il primo versamento, dalla commissione di gestione, che si paga a cadenza mensile, trimestrale o semestrale, e dall’extracommissione di performance, che alcuni fondi richiedono nel caso in cui abbiano raggiunto risultati superiori ad una determinata soglia. E poi ci sono i costi rappresentati dalla tassazione sui fondi comuni. Nel corso degli anni le regole sono cambiate più volte, quindi si è generata un po’ di confusione. Il primo cambio importante c’è stato nel 2021, con l’innalzamento dell’aliquota dal 12,50% al 20%, poi c’è stato un ulteriore ritocco verso l’alto, che nel 2014 ha portato l’aliquota al 26%.

Il prelievo fiscale sui redditi derivanti dall’attività dei fondi comuni di investimento viene calcolato quindi sulla base dell’aliquota del 26%, ma questo non vale per i titoli di Stato e gli altri bond emessi da stati ed enti territoriali che rientrano nella white list: in questi casi l’aliquota è pari al 12,50%. Il risultato della gestione del fondo viene calcolato facendo una differenza tra il valore del patrimonio netto a fine anno e quello di inizio anno. I proventi che vengono distribuiti dai fondi non partecipano alla formazione del reddito imponibile degli investitori che sono persone fisiche o enti non commerciali. I proventi concorrono invece alla formazione del reddito imponibile per l’imposta sui redditi e l’IRAP, degli investitori che svolgono l’attività di impresa commerciale, per ridurre geli effetti della doppia tassazione, a questi soggetti, ma solo per le imposte sui redditi, è riconosciuto un credito di imposta pari a 15% dei proventi ottenuti dal fondo.

Ubaldo

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