Pensione anticipata Governo Renzi: in cosa consiste? Si può ancora richiedere?

Nel corso degli anni il sistema pensionistico italiano è stato oggetto di modifiche, correzioni e riforme. Tra le novità più recenti del recente passato ci sono quelle introdotte sulla pensione anticipata dal Governo Renzi. Rivediamo quali sono i punti salienti di questa riforma e cerchiamo di capire quali sono quelli ancora attivi oggi.

Le novità della riforma sulla pensione anticipata del governo Renzi

L’obiettivo della riforma varata nel 2017 dal Governo Renzi era quello di introdurre maggiore elasticità nel sistema, rendendo più leggeri e meno rigidi i requisiti per il raggiungimento della pensione anticipata. Per arrivare a questo obiettivo era stata predisposta una serie di strumenti, ovvero l’Ape, la pensione per i lavoratori precoci, l’estensione dell’Opzione Donna ed il Rita. L’avvio effettivo di queste misure ha subito qualche ritardo: le prime ad entrare in vigore sono state l’Ape Social e Quota 41. Per richiedere la pensione anticipata con Ape Social era necessario avere raggiunto i 63 anni di età ed i 30 anni di contribuzione, mentre per Quota 41 (i cui destinatari sono i lavoratori precoci) bisognava aver versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni ed aver raggiunto i 41 anni di contribuzione complessiva.

Inoltre, era necessario presentare almeno uno tra i seguenti requisiti:

  • avere un’anzianità contributiva da almeno 30 anni ed essere in stato di disoccupazione (con la prestazione da disoccupazione scaduta da un minimo di tre mesi);
  • avere un’anzianità contributiva da almeno 30 anni ed assistere da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente in situazioni di handicap grave;
  • avere un’anzianità contributiva di 30 anni ed aver subito una riduzione della propria capacità lavorativa almeno del 74%;
  • avere un’anzianità contributiva da almeno 36 anni ed essere impiegato da almeno 6 anni in una mansione usurante o gravosa.

L’Ape volontaria era la misura con la platea di potenziali interessati più ampia: in pratica chi aveva versato almeno 20 anni di contributi e distava meno di 3 anni e 7 mesi dal raggiungimento del requisito anagrafico per la pensione regolare, poteva richiedere l’anticipo pensionistico tramite un prestito (garantito dalla futura pensione di vecchiaia) il cui importo era stabilito in base all’entità del trattamento pensionistico ed al tempo che mancava al raggiungimento dei requisiti anagrafici. L’importo massimo per erogazioni superiori al 36 mesi è pari al 75% dell’importo netto del trattamento pensionistico netto; la percentuale sale all’80% se la durata dell’erogazione è compresa tra i 24 ed i 36 mesi. All’85% se la durata dell’erogazione è compresa tra i 12 ed i 2 mesi e al 90% se la durata dell’erogazione è inferiore ad un anno.

Cosa rimane nella nuova riforma del 2022

Non tutte le novità sulla pensione anticipata del governo Renzi sono arrivate fino ad oggi. La riforma pensioni del 2022 prevede comunque la proroga dell’Opzione Donna e la proroga dell’Ape Social (con un allargamento delle attività gravose che ne danno diritto ed un allenamento dei requisiti). A queste si dovrebbe aggiungere un’altra misura di flessibilità, ovvero la Quota 102, che permetterebbe di andare in pensione a 64 anni di età e 38 anni di contributi, anziché i 67 anni di età e 20 anni di contributi previsti per la pensione di vecchiaia ed i 42 anni (41 per le lavoratrici) e 10 mesi di contributi previsti per la pensione anticipata.

Ubaldo

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