Che cosa sono i derivati

Nel settore finanziario i derivati sono strumenti flessibili e versatili, i quali possono essere adoperati a scopo speculativo o assicurativo, con l’obiettivo di ottenere un profitto o proteggere attività a rischio. Al giorno d’oggi ne esistono tantissimi tipi differenti, dai futures ai covered warrant, tuttavia in questo articolo vedremo cosa sono i derivati e quali sono quelli più popolari e utilizzati.

Caratteristiche principali dei derivati finanziari

I derivati sono degli strumenti finanziari creati a partire da un sottostante, un asset che funziona come riferimento per la costruzione del prodotto d’investimento. In particolare sono dei contratti il cui valore non è indipendente, ma replica l’andamento della quotazione dell’asset al quale è vincolato.

Ad esempio, un derivato realizzato sul prezzo del petrolio ne simula la prestazione, perciò se il prezzo della materia prima scende anche quello del prodotto vincolato si riduce. Questo meccanismo serve per investire in maniera differente rispetto al metodo classico, il quale consiste nel comprare direttamente azioni e altri titoli sui mercati finanziari.

In questo caso si possiedono le azioni della società quotata, di fatto diventando un vero e proprio azionista dell’azienda, quindi incassando il dividendo, se previsto, e usufruendo di altri diritti. Invece, quando si fa trading con degli strumenti derivati non si ottiene la proprietà dell’asset, ma un contratto con alcune caratteristiche, tra cui opzioni di vendita, diritto d’acquisto, scadenza e così via.

Qual è la funzione dei derivati finanziari?

I derivati sono dei prodotti finanziari piuttosto utili, sia ai trader che alle stesse società. Questi strumenti infatti possono avere diverse finalità, sia di tipo speculativo sia a carattere di copertura. Nel primo caso lo scopo è quello di trarre profitto dalle oscillazioni dei prezzi, ottenendo un guadagno attraverso lo sfruttamento delle variazioni delle quotazioni del sottostante di riferimento, come avviene ad esempio con il trading sui CFD.

Allo stesso tempo è possibile usare i derivati per proteggere alcune posizioni ed esposizioni, sottoscrivendo questi prodotti con un fine cautelativo. Si tratta in questo caso di contratti hedge, delle assicurazioni che consentono di ridurre i rischi legati alle fluttuazioni dei mercati e alle posizioni di lungo periodo. Tale opzione viene adoperata soprattutto in alcuni settori, ad esempio per tutelare le variazioni di prezzo sulle materie prime o nell’erogazione di crediti a soggetti a rischio.

Quali sono i prodotti derivati?

Esistono veramente tanti tipi di derivati finanziari, tuttavia è possibile raggrupparli in tre categorie principali:

  • contratti a termine
  • opzioni
  • Swap

Contratti a termine

I contratti a termine sono caratterizzati da una scadenza prefissata, un prezzo determinato tra la parti e naturalmente un sottostante, un asset di riferimento che può essere di vario genere, come una materia prima, un’azione o una coppia Forex. Questi derivati possono essere scambiati all’interno di mercati regolamentati (futures), oppure al di fuori tramite il sistema over the counter (forward).

Con i futures è possibile usufruire di maggiori garanzie, infatti i contratti sono standardizzati, poiché devono rispettare delle regole precise. In questo modo è possibile pianificare soltanto il prezzo del derivato, cercando di capire il valore migliore sul quale far valere a scadenza il diritto di acquisto o di vendita. I forward invece sono dei contratti tra le parti, perciò i suoi aspetti principali sono molto più differenziati, con scadenze, importi, asset e prezzi piuttosto variegati.

Quando si acquista un contratto a termine il venditore cerca di proteggere la sua esposizione, qualora le sue analisi prevedano il rischio di un deprezzamento del sottostante. Al contrario per chi compra l’obiettivo è che alla scadenza il prezzo dell’asset sia aumentato, una condizione che consente di pagare un valore più basso al venditore, intascando il profitto dovuto alla differenza tra la quotazione iniziale e quella al termine del contratto.

Opzioni

Il funzionamento delle opzioni è simile a quello dei contratti a termine, tuttavia si differenziano per l’assenza dell’obbligo della vendita a scadenza. In poche parole con le opzioni si investe in prodotti derivati, caratterizzati da un termine del contratto e un diritto all’acquisto (call) o alla vendita (put). Inoltre viene determinato un prezzo di riferimento (strike price), un durata e la tipologia (americana o europea).

In questo caso però non sussiste l’obbligo di liquidare la posizione alla scadenza, quindi è possibile scegliere se comprare o vendere l’opzione finanziaria, esercitando il proprio diritto di opzione, oppure mantenerla. Questi strumenti sono costruiti sempre su un sottostante, un asset come una coppia di valute Forex, una materia prima, un titolo azionario o molti altri prodotti ancora.

Swap

I contratti Swap sono strumenti derivati particolari, degli accordi di pagamento in cui due soggetti decidono di realizzare una determinata transazione finanziaria in una data prestabilita. Gli Swap non sono negoziabili ma sono dei contratti tra le parti, quindi di tipo over the counter. Il loro valore è vincolato sempre al prezzo del sottostante, l’asset di riferimento che di solito è un prodotto finanziario come tassi d’interesse, cambi valutari ed esposizioni creditizie.

Uno dei contratti Swap più comuni è quello sui tassi di interesse, in cui le controparti si accordano su un derivato basato su indicatori di tasso fisso e variabile. Se quest’ultimo alla scadenza è più elevato rispetto a quanto preventivato, chi detiene il tasso fisso guadagna mentre chi ha scelto il variabile subisce una perdita. Allo stesso modo i derivati Swap si possono costruire sulle differenze di valore tra due valute, oppure sulle variazioni di prezzo di alcuni titoli obbligazionari.

Una tipologia molto famosa sono i CDS, ovvero i Credit Default Swap, saliti alla ribalta durante la crisi finanziaria del 2008/2009. Questi contratti sono delle vere assicurazioni, strumenti a copertura di attività ad alto rischio, che servono per tutelarsi qualora le operazioni avviate in alcuni settori dovessero andare male. Come abbiamo visto però questo sistema è abbastanza fragile, in quanto si basa sull’eventuale perdita di pochi soggetti, mentre in un crollo sistemico i contratti non vengono onorati e la situazione collassa rapidamente.

Redazione

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