Cosa succede ad un’azienda quando è protestata

Diventare soggetti protestati, con le condizioni economiche e di mercato di oggi, è sicuramente tristemente più facile del passato. Nonostante i tempi siano cambiati, però, le regole riguardanti l’essere iscritti al registro pubblico dei “cattivi pagatori” non si sono smosse minimamente e, di conseguenza, è ormai prassi comune avere problemi con banche e mancati pagamenti.

Ma cosa succede quando è un’azienda ad essere protestata? Sono conseguenze reversibili?

Azienda protestata: cosa significa

Come già detto, essere protestati significa avere mancato il pagamento, magari avendo rilasciato un assegno scoperto, o aver saltato una cambiale. La situazione più comune è quella di avere momentanee difficoltà, le quali potrebbero richiedere qualche settimana in più per effettuare il pagamento effettivo.
La prassi del protesto, quindi, si svolge partendo dal presupposto che, superata la data di un pagamento dovuto e i successivi 10 giorni a questa, il soggetto terzo a cui spetta il credito possa rivolgersi alla Camera di Commercio per procedere esecutivamente. Questo passaggio fa iscrivere dunque al registro dei protestati, con una possibile sanzione amministrativa se non si procede al pagamento durante i primi 60 giorni dal mancato pagamento. Il problema non è da poco, in quanto successivamente a questi passaggi, l’unico modo per farsi rimuovere dal registro dei protesti senza passare dal tribunale è adempiere al pagamento entro 12 mesi.

Quando l’azienda è protestata ed anche il limite dei 12 mesi è passato, il problema diventa risolvibile soltanto passando dal tribunale. Essere cancellati dal registro dei protesti è necessario per non avere i problemi che andremo ad illustrare fra poco, i quali vanno dal semplice chiedere un prestito al più pesante danno d’immagine.

Cosa succede quando si è protestati

Dal momento che il registro dei protesti è pubblico, il problema che si presenta quando il proprio nome, o quello dell’azienda, è presente nella lista è duplice: da una parte, le banche possono accedervi e rifiutare, o comunque complicare moltissimo, la possibilità di ottenere un finanziamento di qualsiasi tipo a chiunque trovino registrato; dall’altra parte il soggetto protestato è pubblico, quindi di conseguenza questo potrebbe comportare anche il problema dal lato professionale. Entrare in affari con qualcuno che si è dimostrato inaffidabile dal punto di vista economico è una faccenda che potrebbe spingere molti potenziali clienti lontano.
Ma è possibile ovviare a questi problemi? Almeno per la parte dei prestiti o finanziamenti, sì. Per la parte dell’immagine, purtroppo, l’unica soluzione è farsi rimuovere dalla lista il più velocemente possibile.

Come ottenere un finanziamento da protestati

Molti servizi si sono offerti, nel tempo, di prendere in carico le richieste delle aziende e dei soggetti protestati.

Anche solo aprire un conto corrente per aziende protestate potrebbe rivelarsi una vera e propria impresa.

La premessa, ovviamente, è quella di dare delle garanzie, delle più solide possibili: ipoteche sulla casa, cessione del quinto dalla busta paga, o fideiussione. Qualsiasi sia il mezzo, alcuni servizi (come ad esempio contoprotestatiservice.it ) offrono quello che molti istituti si rifiutano di fare, a patto vi siano le garanzie giuste.

Quando si è nel registro dei protesti, dunque, finché non cambieranno le disposizioni in merito, le aziende si ritroveranno a dover fare i conti con molti rifiuti, a meno che non si conoscano i servizi pensati appositamente per queste situazioni, dove con delle semplici garanzie è possibile avere la possibilità di salvare il nome dell’azienda, ma sopratutto continuare a svolgere l’attività nonostante questa complicazione non da poco.

Redazione

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