Bitcoin: prosegue il momento di incertezza, quali previsioni per i prossimi mesi?

I risparmiatori attivi sul mercato delle criptovalute continuano a orientare la propria operatività in un clima di profonda incertezza: difatti, nonostante l’inizio del secondo semestre sia coinciso con una boccata di ossigeno per la quotazioni della maggior parte dei token, sulle strutture di prezzo di medio e lungo termine non si intravedono ancora segnali che lascino presagire il superamento della fase complicata attraversata dall’intero settore. E anche chi guarda con attenzione all’evoluzione di Bitcoin, come benchmark delle tecnologie digitali, non ha certo più visibilità sulle prospettive dei mesi a venire, in quanto le stesse considerazioni fatte in generale valgono per il sottostante più capitalizzato del comparto crypto. Per questo motivo gli addetti ai lavori ritengono, almeno al momento, che nella definizione di una strategia di investimento l’aspetto fondamentale debba avere un maggior peso specifico rispetto all’aspetto tecnico.

Dello stesso parere sono gli analisti di Criptovaluta.it, una delle riviste digitali di riferimento nel campo delle nuove tecnologie: in un articolo ben dettagliato, che fotografa la situazione del settore, è dedicato un ricco approfondimento avente per oggetto il BTC. A questo proposito, le previsioni di Criptovaluta.it su Bitcoin hanno un focus particolare su tutte le novità e sull’andamento inerenti lo stato del progetto. Del resto negli ultimi mesi sia il quadro macroeconomico sia il contesto geopolitico su scala globale non hanno evidenziato dei mutamenti di fondo tali da contribuire ad un ridimensionamento dei livelli di volatilità dei corsi di BTC; ecco perché su orizzonti temporali ridotti si assiste a continui capovolgimenti di fronte di breve durata che possono essere sfruttati esclusivamente con un approccio speculativo al mercato di riferimento.

Bitcoin: un progetto digitale concreto

Il primo concetto su cui gli esperti di Criptovaluta.it intendono porre un punto fermo riguarda la consistenza del progetto Bitcoin: come più volte sottolineato nel corso del tempo, l’ecosistema digitale, e a maggior ragione il protocollo più importante in assoluto, non rappresenta una moda passeggera. Già nella precedente bull run -quella culminata tra la fine 2017 e l’inizio del 2018 per intenderci- l’opinione più diffusa tra gli operatori sui mercati finanziari identificava il fenomeno crypto come una tendenza del momento destinata ad affievolirsi; ipotesi cancellate dalle performance dell’asset e dalla diffusione dell’impiego di Bitcoin come mezzo di pagamento.

E proprio quella prima fase è coincisa con la quotazione dei futures della criptovaluta sul CME e il superamento della diffidenza iniziale nei confronti del token da parte della finanza istituzionale.

Bitcoin e la finanza istituzionale

Un interesse da parte degli investitori istituzionali che con il trascorrere del tempo è cresciuto sempre più, ovviamente inquadrando Bitcoin come sottostante da inserire nella parte di allocazione strategica di portafoglio riservata agli strumenti di puro rischio; a tal proposito non si può non menzionare l’apertura nei confronti dell’asset digitale di Tesla o di MicroStrategy, che hanno manifestato il proprio gradimento a suon di miliardi di dollari.

A consolidare questa tendenza ha contribuito enormemente la quotazione del primo veicolo finanziario, collegato ai circuiti regolamenti con sottostante Bitcoin, ovvero l’etf Proshares: la nascita del fondo ha avuto il merito di far affluire enorme liquidità sul sottostante, con ricadute -in senso positivo- su tutto il settore.

Regolamentazione di Bitcoin come mezzo di pagamento

Naturalmente è estremamente rilevante per la crescita del valore dell’asset sul lungo periodo che aumenti la diffusione del Bitcoin come mezzo di pagamento. E anche su questo fronte, come riportato da Criptovaluta.it, gli elementi che fanno ben sperare per il futuro di certo non mancano: dopo il progetto pilota di El Salvador che ha dichiarato mesi fa la crypto valuta in corso legale, vi sono numerosi governi che stanno muovendo i primi passi nella medesima direzione.

Nonostante le resistenze del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, infatti, sono stati avviati processi di regolamentazione in altri stati del centro e del sud America e del continente africano.

 

Marco

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