Metallizzazione in alto vuoto: Nordest LINE si conferma punto di riferimento nel settore

Una maniglia che sembra acciaio ma pesa come la plastica, un riflettore che rimanda la luce come uno specchio, il tappo di un profumo dalla superficie brillante e uniforme: oggetti lontani tra loro, accomunati da una finitura che imita il metallo pur non essendo metallo massiccio. A produrre quell’effetto è spesso la metallizzazione in alto vuoto, un trattamento che ottiene la finitura metallica senza i bagni chimici della cromatura tradizionale. La domanda di questo tipo di finiture resta alta nell’arredamento, nell’automotive, nell’illuminazione e nella cosmetica, e la tecnica si sta affermando anche per ragioni ambientali, spinta dai vincoli sempre più stringenti sul cromo esavalente.

Un’azienda leader in questa lavorazione nel nostro Paese è Nordest LINE, realtà specializzata con sede a Marcon, in provincia di Venezia, dove trasforma i più variegati supporti in plastica e in vetro in componenti dall’aspetto pienamente metallico in modo altamente professionale.

Come lavora Nordest LINE: dentro il processo in alto vuoto

Nel suo stabilimento, Nordest LINE governa l’intero ciclo della metallizzazione in alto vuoto, fondato sul principio fisico noto come PVD, Physical Vapour Deposition. L’azienda carica i pezzi su supporti rotanti chiamati satelliti e li introduce in una camera dove la pressione scende fino a circa 0,0005 mbar. In quel vuoto spinto il metallo evapora, con l’alluminio che sublima intorno ai 600 °C, e il suo vapore condensa sulle superfici in rotazione, formando un film uniforme spesso appena pochi decimi di micron, sufficiente a restituire l’aspetto specchiato del metallo. All’azienda bastano pochi grammi di materiale per rivestire un’intera camera di lavoro.

Il risultato dipende però da tutto ciò che accade prima e dopo il vuoto, ed è qui che si misura il metodo di Nordest LINE. Ogni componente viene sgrassato, fiammeggiato e soffiato ad aria compressa; sulle plastiche l’azienda stende una verniciatura di base che livella le irregolarità e favorisce l’aggrappaggio del metallo, poi essicca il fondo in un appassitoio ad aria calda, una ventina di minuti, e in forni statici, prima della deposizione vera e propria, che dura all’incirca dieci minuti.

Il ciclo si chiude con l’applicazione di un top coat trasparente o colorato e con il controllo di ogni lotto tramite prove di adesione come il cross cut test, che verifica la tenuta del rivestimento incidendo un reticolo sulla superficie. L’intera sequenza, dalla preparazione al collaudo, è gestita internamente dall’azienda.

Perché Nordest LINE punta sull’alto vuoto e non sulla galvanica

La scelta di specializzarsi nell’alto vuoto risponde a un limite concreto della cromatura galvanica. Quest’ultima resta valida per molte lavorazioni, ma è un processo di elettrodeposizione che nella versione tradizionale impiega cromo esavalente, sostanza tossica il cui utilizzo è regolato da normative severe e i cui reflui comportano costi di smaltimento rilevanti. Per i materiali leggeri e per molte applicazioni tecniche di oggi, quel percorso risulta poco flessibile.

Il processo in alto vuoto adottato da Nordest LINE elimina questi vincoli. Lavora a basse temperature, condizione che evita la deformazione dei pezzi, non impiega cromo esavalente e non genera fumi o liquidi di scarto, perché non prevede bagni chimici da smaltire. Trova applicazione soprattutto nella cosiddetta cromatura su plastica, dove consente di ottenere l’effetto metallo contenendo peso e costi rispetto alla soluzione galvanica.

Metalli, materiali e finiture nel catalogo di Nordest LINE

L’ampiezza dei materiali trattati è uno degli elementi che caratterizzano l’azienda. Nordest LINE metallizza per evaporazione alluminio, ferro, acciaio inox, titanio, rame e ottone, oltre a leghe e composti, depositandoli su substrati differenti: plastiche tecniche come ABS, PVC, PP, PS e nylon, oltre a vetro, zama e ottone. Il processo non pone vincoli di forma, geometria e dimensione del pezzo, condizione che estende il campo di applicazione del servizio.

Le finiture ottenibili non si limitano all’effetto cromo. Il top coat consente superfici specchiate, colorazioni brillanti oppure opache, finiture trasparenti o pigmentate. A monte incide una competenza gestita internamente, la progettazione delle attrezzature, ossia i satelliti che sostengono i componenti in camera, sviluppati con strumenti CAD per ottimizzare resa produttiva e costo di lavorazione. Accanto al vuoto, l’azienda gestisce inoltre una linea di verniciatura a liquido con più cabine a filo d’acqua e finiture che vanno dalle tinte RAL e Pantone agli effetti soft touch, satinati, laccati e iridescenti.

Rivestimenti funzionali e decorativi: i mercati di Nordest LINE

Le lavorazioni gestite da Nordest LINE si dividono in due categorie, che impongono requisiti tecnici differenti allo stesso film metallico: i rivestimenti funzionali, in cui conta una proprietà fisica dello strato, e i rivestimenti decorativi, in cui conta l’aspetto della superficie e la sua durata nel tempo.

Nel primo gruppo rientrano i riflettori dei fari e le parabole per l’illuminazione, dove il deposito di alluminio ha il compito di riflettere il fascio luminoso secondo la geometria prevista dal progetto: la resa ottica dipende dall’uniformità dello strato, motivo per cui la fase di preparazione e livellamento del fondo incide sul risultato quanto la deposizione. Sui componenti elettronici lo stesso film, essendo conduttivo, viene impiegato per schermare connettori e custodie dai disturbi elettromagnetici. Nel packaging la funzione è di barriera, con l’obiettivo di prolungare la conservazione del prodotto contenuto.

Nel secondo gruppo rientrano le modanature interne dell’automotive, i pomelli, le maniglie e le modanature dell’arredamento, gli accessori per cabine doccia e i serramenti, oltre a tappi e flaconi per cosmetica e beverage. Il requisito, in questi casi, non è la brillantezza iniziale ma la sua tenuta in esercizio: si tratta di superfici soggette a manipolazione frequente e a contatto con sostanze aggressive. Il rivestimento realizzato da Nordest LINE è resistente ai graffi e all’azione chimica di alcol e creme, requisito verificato in fase di collaudo con le prove di adesione.

Con questa specializzazione Nordest LINE si colloca tra le realtà di riferimento del comparto italiano della finitura superficiale, in una fase in cui la capacità di conferire a plastica e vetro l’aspetto e la resistenza del metallo, senza ricorrere alla chimica della galvanica, è diventata un requisito competitivo per l’industria manifatturiera

Redazione

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