Modulo ritenuta d’acconto: come si compila? Dove si può scaricare?

Tutte le persone che percepiscono un regolare reddito da lavoro sono sottoposti a determinati adempimenti fiscali. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, uno di questi è rappresentato dalla ritenuta d’acconto. Andiamo a vedere in quali casi è dovuta e chi la deve pagare, prima di vedere dove è possibile scaricare il modulo di ritenuta d’acconto e di dare le istruzioni su come si compila correttamente.

Cos’è e come si calcola la ritenuta

La ritenuta d’acconto viene applicata sui redditi che il lavoratore autonomo ha conseguito per:

  • prestazione di lavoro anche occasionale;
  • l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
  • vendita dei diritti d’autore (se la cessione è fatta dall’autore stesso);
  • utili ottenuti come promotore o socio fondatore di srl o spa;
  • utili previsti da contratti di associazione in partecipazione.

La ritenuta si applica sulle prestazioni effettuate da persone fisiche e da persone giuridiche, Non è prevista l’applicazione della ritenuta per le prestazioni che prevedono un compenso inferiore ai 25,82 euro.

L’importo della ritenuta d’acconto viene calcolato sulla cifra richiesta dal lavoratore al suo cliente per lo svolgimento della prestazione di lavoro. La base imponibile è rappresentata dalla somma del compenso per la prestazione più l’eventuale rivalsa facoltativa INPS e gli eventuali rimborsi spese. Su questa cifra (che poi è l’importo che il cliente paga al lavoratore) viene applicata la ritenuta d’acconto in misura del:

  • 20% per le prestazioni offerte da lavoratori autonomi o per lo sfruttamento delle opere di ingegno realizzate da soggetti residenti in Italia (l’aliquota sale al 30% se il lavoratore o il soggetto che ha realizzato l’opera di ingegno sono residenti all’estero);
  • 23% per le prestazioni degli agenti di commercio e per gli sportivi dilettanti che superano una determinata soglia di reddito.

Attenzione: la percentuale va calcolata sul lordo e non sul netto!

Se l’importo della prestazione supera i 77,24 euro è necessario apporre una marca da bollo da 2 euro. La ritenuta è a carico del lavoratore autonomo, ma il pagamento lo effettua il cliente utilizzando il modello F24, sul quale dovrà inserire il codice tributo 1040. Il versamento della ritenuta deve essere fatto entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stato pagato il compenso al lavoratore. Il cliente attesta il pagamento della ritenuta inviando al lavoratore e all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica.

Dove trovare e come compilare il modulo di ritenuta d’acconto

Le persone che svolgono un’attività di lavoro autonomo devono sapere come compilare il modulo di ritenuta d’acconto, ovvero la ricevuta, il documento che svolge la funzione di quietanza di pagamento. La ricevuta deve contenere una serie di elementi fondamentali: in alto bisogna inserire il numero progressivo (il conto viene fatto ripartire all’inizio di ogni anno) e la data di emissione, che è quella in cui si riceve il pagamento dal cliente. Dopo bisogna mettere i dati del lavoratore (nome e cognome, codice fiscale ed indirizzo di residenza) e del cliente/committente (se ha la partita IVA deve essere indicata anche quella).

Proseguendo la compilazione del modulo di ritenuta d’acconto si trova la parte descrittiva, dove deve essere illustrata la prestazione svolta, magari indicando anche i giorni in cui il lavoro è stato fatto e il numero di ore (non è obbligatorio, ma può tornare utile al committente nel caso in cui debba spiegare all’amministrazione finanziaria che si tratta di prestazione occasionale e non di attività professionale e abituale). Sotto devono essere riportati l’importo lordo, l’aliquota e l’ammontare della ritenuta e l’importo netto. Infine il lavoratore deve apporre la sua firma. Trovare un fac simile del modulo di ritenuta d’acconto non è affatto difficile: basta fare una ricerca su Google per trovare tanti siti che mettono a disposizione degli utenti dei modelli da scaricare, compilare ed utilizzare.

Ubaldo

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