Le aziende italiane dicono sì all’open innovation: tra sviluppi e nuovi investimenti

Il mondo dell’impresa cambia, di comune accordo con i cambiamenti della società. I modelli di business che funzionavano ieri oggi non vanno più bene: una verità per tanto tempo celata, nascosta sotto al tappeto, ma che è emersa con forza in seguito alla pandemia e alla crisi portata dalle restrizioni sanitarie. Per questo motivo, al momento si parla molto della ripresa del digitale e dell’open innovation: un modello aziendale completamente diverso dall’attuale, e che numerose aziende stanno adottando anche in Italia. Vediamo quindi di approfondire questo discorso.

Che cos’è e come funziona l’open innovation

Open innovation è un termine utilizzato per descrivere il processo di integrazione di idee e risorse provenienti da fonti esterne in un’organizzazione, o viceversa. L’obiettivo della cosiddetta innovazione aperta è creare valore attingendo alla creatività e alle conoscenze degli altri, lavorando dunque in sinergia con altre entità, come nel caso dei laboratori, dei centri di ricerca, degli enti o di altre società. L’innovazione aperta può essere attuata in diversi modi, ma uno dei più comuni è il crowdsourcing. Con questo approccio, le organizzazioni sollecitano idee e soluzioni stimolando un ampio gruppo di persone, spesso attraverso le apposite piattaforme online. Ciò consente alle aziende di accedere ad un bacino di idee molto più ampio del normale, così da scovare numerosi talenti.

Un altro approccio popolare all’innovazione aperta è quello della ricerca e dello sviluppo collaborativo. In questo modello specifico, le aziende lavorano insieme ad altre società o enti (come le università) per sviluppare nuovi prodotti e tecnologie. Condividendo risorse e competenze, le aziende possono accelerare il reperimento di soluzioni innovative, e lanciare più velocemente i nuovi prodotti o servizi sul mercato. L’open innovation, non a caso, è un modello di business che sta prendendo sempre più spesso piede anche in Italia.

Perché le imprese devono affidarsi a tecnologie e digitale?

Semplicemente perché, se non lo si fa, si rimane inevitabilmente indietro e si perde terreno nei confronti dei competitor. Affidarsi al digitale e alle nuove tecnologie vuol dire avere l’opportunità di crescere, di aumentare il fatturato e di migliorare un aspetto cruciale come la fidelizzazione dei clienti.

 

Per osservare come il digitale e le nuove tecnologie riescono ad aumentare il patrimonio aziendale, è possibile fare riferimento ad alcuni strumenti. Tra questi, ad esempio, vi sono gli indici di bilancio, descritti più nel dettaglio all’interno di alcuni approfondimenti presenti sul web.

 

Va inoltre detto che il mercato italiano si sta adeguando velocemente alle nuove tendenze, al punto che è stato messo a registro un aumento del 4% di investimenti in hi-tech da parte delle aziende tricolori. I settori più apprezzati sono ben noti, e si tratta dei big data, dell’analisi dei mercati e della cosiddetta business intelligence, insieme alla sicurezza delle informazioni.

Redazione

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