Modello ritenuta d’acconto: ecco come è fatto e a che serve

Quando svolge una prestazione occasionale nei confronti di un sostituto di imposta, il lavoratore deve applicare la ritenuta d’acconto, che poi il committente dovrà versare entro il 16 del mese successivo. Ma vediamo come si effettua il calcolo di questo importo e quali sono gli elementi fondamentali del modello di ritenuta d’acconto.

Quando si deve usare il modello di ritenuta d’acconto

Come detto, la ritenuta d’acconto va applicata solo se il committente rientra nella categoria dei sostituti di imposta, ovvero società e imprese, associazioni ed enti, condomini e professionisti (ad eccezione di quelli che rientrano nel regime dei minimi o nel regime forfettario). È proprio il sostituto di imposta che si dovrà occupare del pagamento della ritenuta d’acconto, la cui entità viene calcolata applicando il 20% sull’importo lordo della prestazione.

Piccolo esempio: se il compenso lordo è di 1000 euro, la ritenuta ammonterà a 200 euro, quindi il prestatore riceverà un compenso netto di 800 euro. Se le due parti si sono accordate direttamente sul compenso netto (800 euro), il prestatore quando compila il modello di ritenuta d’acconto deve calcolare l’importo della ritenuta applicando il 25% al netto (200). In altre parole: la ritenuta corrisponde al 20% del compenso lordo e al 25% del compenso netto.

Il committente che ha versato all’erario la ritenuta d’acconto ha l’obbligo di inviare al lavoratore una certificazione che dimostri l’effettuato pagamento: questo documento deve essere trasmesso al prestato entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui è stato fatto il pagamento e riporta il totale di tutte le somme pagate al prestatore e di tutte le ritenute versate. Questa attestazione permette di dimostrare in sede di dichiarazione dei redditi il pagamento della trattenuta.

Come compilare la ricevuta

Quando si parla di modello di ritenuta d’acconto il realtà si fa riferimento alla ricevuta per la prestazione occasionale che i lavoratore deve trasmettere al committente sostituto di imposta. In questa ricevuta devono essere presenti una serie di elementi fondamentali. All’inizio si inseriscono i dati del lavoratore (nome e cognome indirizzo e codice fiscale), poi si indicano i dati del committente (nome e cognome o ragione sociale, indirizzo e codice fiscale o partita IVA).

Seguono una descrizione della prestazione offerta ed il “conto”, con indicazione dell’importo lordo, della ritenuta d’acconto e dell’importo netto (che poi è quello che incassa il prestatore). Alla fine c’è la dichiarazione di prestazione occasionale (quindi non soggetta ad Iva ai sensi del DPR 633/1972, articolo 5), che precede gli spazi per la data e la firma del prestatore. Se l’importo supera i 77,42 euro è necessario applicare sulla ricevuta una marca da bollo di 2,00 euro.

Ubaldo

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