Quali sono le banche più sicure in Italia del 2019?

Vuoi sapere se i tuoi soldi sono al sicuro? Hai dei dubbi sull’affidabilità delle azioni bancarie in tuo possesso? In questo articolo cercheremo di capire come stabilire se una banca è solida oppure no attraverso una veloce analisi degli strumenti di monitoraggio, analisi e valutazione degli istituti di credito. Inoltre mostreremo le classifiche delle banche italiane più sicure del 2019, in base a parametri come il CET1 ratio e il Total Capital Ratio.

Come scegliere una banca sicura?

Per stabilire se una banca è sicura o no è possibile considerare una serie di indicatori, informazioni accessibili anche ai non addetti ai lavori. Si tratta di parametri stabiliti dagli organismi di controllo, che analizzano gli istituti di credito in base ad alcuni aspetti, come la capitalizzazione, l’esposizione, i crediti deteriorati e così via.

Gli indicatori più importanti per capire se una banca è sicura sono due:

  • CET1 ratio
  • Total Capital Ratio

Il CET1 ratio è una sigla che sta per Common Equity Tier 1, il quale prende in analisi il rapporto tra le attività a rischio e il credito sano della banca. Questo indicatore è utilizzato sia a livello nazionale che europeo, ad esempio per condurre i famosi stress test della Banca Centrale Europea oppure le ricerche dell’EBA, l’Autorità Bancaria Europea. Si tratta di una formula matematica, il cui risultato dovrebbe sempre essere al di sopra dell’8%, soglia ritenuta di sicurezza e sotto la quale scattano una serie di misure di protezione.

Il Total Capital Ratio invece indica quanto capitale una banca ha a disposizione per far fronte a eventuali situazioni di rischio, perciò è relazionato direttamente alla solvibilità degli istituti bancari. Si tratta dunque del rapporto tra il patrimonio complessivo della banca, superiore a quello di base poiché prevede anche altri strumenti di capitale nella valutazione, e le posizioni di rischio.

Oltre a questi due indicatori, per determinare se una banca è solida o meno è possibile analizzare altri aspetti, sia che si vogliano collocare i propri risparmi in un istituto sicuro che investire in azioni a basso rischio. Tra i fattori più rilevanti ci sono gli accantonamenti, risorse di sicurezza per coprire eventuali NPL, crediti che non possono essere recuperati, l’andamento del titolo in Borsa negli ultimi anni e la quantità stessa degli NPL, che non dovrebbe superare mai il 16% del bilancio.

Le banche più solide e sicure del 2019 in Italia

Purtroppo non esiste una classifica unica, infatti ogni istituto di vigilanza, autorità di controllo e centro di ricerca realizza le proprie valutazioni, utilizzando spesso criteri e metodologie differenti. Per questo motivo abbiamo deciso di riportare alcune delle classifiche più importanti.

Classifica EBA banche più sicure Italia 2019

  • Unicredit – 9,34%
  • Intesa Sanpaolo – 9,66%
  • UBI Banca – 7,46%
  • Banco BPM – 6,67%

Classifica banche italiane 2019 CET1 ratio

  • Bper – 13,80%
  • Credem – 13,70%
  • Intesa Sanpaolo – 12,70%
  • Banco BPM – 12,30%
  • Mediobanca – 12,27%
  • Credito Valtellinese – 11,78%
  • Unicredit – 11,49%
  • UBI Banca – 11,48%
  • Cariparma – 11,40%

Classifica banche italiane Total Capital ratio

  • Intesa Sanpaolo – 17%
  • Mediobanca – 15,74%
  • Bper – 15,21%
  • Credem – 15,20%
  • Unicredit – 15,08%
  • UBI Banca – 14,10%

Classifica banche italiane con istituti che non effettuano stress test

  • Fineco Bank – 20,46%
  • Mediolanum – 20,2%
  • Banca Generali – 18%
  • Creval – 18,6%
  • Fideuram – 15,5%
  • Farmafactoring – 12,2%
  • Banca Sistema 11,1%

Elenco delle banche a rischio nel 2019

Nonostante le banche italiane siano tra le più solide d’Europa, come si evince dalla vicenda Deutsche Bank, in realtà alcuni istituti sono soggetti al cosiddetto rischio bail-in. Si tratta di una strategia di contenimento delle perdite, attuata nei momenti di crisi per evitare il fallimento delle banche, con cui di fatto a perdere sono i piccoli azionisti e i risparmiatori.

In pratica è un meccanismo con cui le istituzioni, che si fanno carico della situazione pronta ad esplodere, aumentano la capitalizzazione dell’istituto attraverso azioni volte alla riduzione del valore dei titoli azionari e dei crediti detenuti nei confronti della banca in acqua agitate. Il bail-in è una procedura consentita dalle normative europee e nazionali, che ha interessato negli anni passati imprese come Monte dei Paschi di Siena, Banca Etruria, Banca Marche, Veneto Banca e la Banca Popolare di Vicenza.

Per mettere al riparo i propri risparmi o investimenti dalle banche più a rischio bail-in, è possibile verificare sui siti istituzionali l’elenco degli istituti di credito cosiddetti sotto osservazione da parte delle autorità. Ad esempio per la Banca d’Italia i gruppi più a rischio e tenuti d’occhio nel 2019 sono due, Banca Carige e la Banca di Credito Cooperativo di Cittanova.

Un altro rilevamento è effettuato dalle agenzie di rating, nonostante non godano più molta fiducia dopo gli scandali e i problemi di conflitto d’interesse. Secondo Moody’s, una delle più prestigiose e discusse, le banche più a rischio in Italia sarebbero Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca IMI, Mediobanca, Cariparma, FCA Bank, Invitalia, BNL e Cassa Depositi e Prestiti, il che la dice lunga sull’attendibilità di tali segnalazioni.

In Europa invece è ormai scoppiato il caso Deutsche Bank, con il suo ardito piano di ristrutturazione, la cessazione del ramo d’investimenti speculativi e il licenziamento di migliaia di dipendenti, mentre rimangono in osservazione istituti di alto profilo come Lioyds, Barclays e Norddeutsche Landesbanken.

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