Conti correnti all’estero, cosa c’è da sapere

Da decenni, ormai, aumenta costantemente il numero di cittadini italiani che si pongono il quesito se sia opportuno aprire un conto corrente all’estero, onde sfuggire ad alcune “minacce” che incombono, dal 1992 a questa parte, sul risparmiatore italiano. Chi ha qualche capello bianco in più, infatti, ricorderà come la patrimoniale retroattiva di Amato sui conti corrente sconvolse l’Italia, all’epoca sotto tiro della grande speculazione finanziaria.

Sono passati quasi 30 anni. Eppure, complice anche la situazione tutt’altro che florida delle finanze pubbliche, lo spettro della patrimoniale, a causa, talvolta, di alcune dichiarazioni troppo azzardate di esponenti politici o del mondo finanziario, turba il sonno di una fetta di cittadini del Belpaese, che non ricordano, forse, il motivo per il quale fu ideato quel prelievo forzoso: salvare la Lira.

Quando e come aprire un conto corrente estero

La moneta unica, oggi, dovrebbe fare da scudo ad eventuali manovre straordinarie, a maggior ragione in questa fase storica, dove il nostro paese, dopo trent’anni di fasi di decrescita o crescita lenta, fa registrare una vigorosa ripresa post-pandemia, mettendo a segno dei risultati superiori alla media europea. Nessuno, però, può garantire che non vengano effettuate, in futuro, delle sorti di “mini-patrimoniali” sui conti, nonostante l’evento sia quantomeno improbabile.

I motivi che possono spingere un soggetto ad aprire un conto corrente all’estero o a cercare un modo per aprire un conto anonimo, però, possono essere molteplici, non per forza riconducibili ad eventuali imposte straordinarie. Prima di aprire un conto al di fuori dei confini nazionali, però, è opportuno essere al corrente delle modalità con le quali accenderli. Innanzitutto, è assolutamente sconsigliato aprire un conto estero presso quegli intermediari che ne propongono l’accensione in forma anonima.

In tutti gli altri casi, purché supportati dal pieno rispetto della normativa vigente nella nazione dov’è ubicata la banca estera e di quanto disciplinato dalla legge italiana, si può aprire un conto corrente in terra straniera senza alcun tipo di problema. Online è possibile trovare numerose informazioni per approfondire, dettagliatamente, le modalità con le quali aprire un conto corrente estero e quali sono i motivi per i quali valga la pena effettuarlo.

Quando si opta per questa soluzione, è indispensabile essere al corrente di tutti gli aspetti fiscali e normativi, onde evitare di incorrere in sanzioni pecuniarie. È indispensabile, qualora l’ammontare complessivo fosse superiore ad €.15000.00 anche per sole 24 ore nell’arco dell’anno solare, dichiarare le proprie disponibilità al fisco tramite il modello Redditi (quadro RW), anche nel caso in cui detti conti correnti fossero rimasti accesi solo per un breve periodo di tempo.

Cosa fare in sede di dichiarazione dei redditi

Anche i conti esteri, al pari di quelli degli istituti di credito nostrani, prevedono il pagamento dell’imposta di bollo qualora la giacenza media fosse superiore ad €.5000,00. Le regole, in questo caso, sono le medesime di quelle previste per i conti correnti aperti sul territorio italiano: se si dispone di più conti correnti, e la somma degli stessi fosse superiore alla predetta soglia di €.5000,00, l’imposta si applicherà ad ogni singolo rapporto, per €.34,20 ciascuno.

Nella dichiarazione dei redditi, inoltre, dovranno essere dichiarati gli eventuali interessi percepiti per i soldi depositati sui conti correnti esteri, che saranno gravati da una tassazione del 26% al pari di quanto avviene per la remunerazione percepita sui conti correnti delle banche nostrane. In buona sostanza, esiste solo un modo per non dichiarare nulla al fisco se si è titolari di depositi esteri: effettuare il trasferimento tramite bonifico, detenere meno di €15000,00 e la giacenza media complessiva inferiore ad €.5000,00.

Un rompicapo certamente non semplice per i risparmiatori, ai quali, quindi, spetta l’onere di dover far emergere queste disponibilità in sede di dichiarazione di redditi, onde evitare di incorrere in sanzioni economiche da parte del fisco nostrano.

Redazione

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