Dropshipping senza partita iva: si può fare? In che modo?

Qualche anno fa ha iniziato a girare questo termine “dropshipping”. Alcuni venditori si sono lamentati di una vendita non proprio corretta ed altri venditori hanno lamentato poi problemi di spedizione.

Diciamo che per una serie di notizie confuse non si è mai capito cosa fosse esattamente questa pratica di compravendita. Ovviamente ad oggi ci sono anche delle evoluzioni del settore, ma cos’è e come mai interessa tanti consumatori?

Alla fine si parla sempre di un’attività commerciale che però avviene senza avere per forza dei prodotti da vendere, ma non è una vendita di servizi.

Specifichiamo cosa sia il dropshipping

Com’è possibile fare il dropshipping? Praticamente un venditore o comunque un utente, si mette d’accordo con un grossista o altri venditori per avere dei prodotti da vendere. Una volta che c’è un accordo chiaro è possibile che il primo si occupi di fare delle vendite con dei clienti che riesce a reperire. Tuttavia, il prodotto poi venduto verrà spedito dal grossista o dall’altro venditore.

Questi si dovranno occupare della spedizione, della garanzia e della buona qualità del prodotto della vendita. Cosa ci guadagna l’utente che sta operando in dropshipping? Qui occorre estendere un pochino il discorso.

Infatti, colui che vuole vendere in dropshipping sceglie un prodotto che ha un costo preciso. Se riesce a contattare il venditore che ha la disponibilità del prodotto, potrebbe avere anche una spesa leggermente inferiore. A questo punto se il prodotto viene venduto ad un prezzo molto più alto, il resto del ricavato rimane nelle mani del primo venditore.

Facendo un esempio semplice: Si vende uno specchio che costa 10 euro, il venditore in dropshipping trova un cliente che lo paga 25 euro. A questo punto gli entrano in tasca 15 euro senza avere alcuna spesa aggiunta.

La vendita senza partita iva, è legale?

Tutti possono fare dropshipping anche chi non ha una partita iva. La regola è quella di non superare 5000 euro di vendite. Se essi vengono superati allora occorrerà versare anche i contributi e fare la denuncia all’INPS per aprire la partita iva.

Questo è un metodo chiamato anche Temporary shop. Inoltre è possibile fare delle vendite in dropshipping solo per un lasso di tempo, cioè per appena 30 giorni.

In seguito la situazione cambia è quindi si rischia poi di avere una denuncia per evasione fiscale.

Come poter intraprendere il dropshipping

Il dropshipping si divide in virtuale e in fisico. Per i negozi fisici è necessario che ci sia una presentazione SCIA presso il proprio Comune di residenza. Alla fine dell’attività è necessario poi dichiarare la sua cessazione.

Anche in questo caso si parla comunque di un’attività massima di 30 giorni.

Per internet la situazione avviene in telematico. Praticamente nella dichiarazione dei redditi deve essere presente questa situazione. Un commercialista saprà comunque come operare senza creare problemi.

Redazione

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