Co.Mark: l’export italiano in Uk vale 27 miliardi di euro

Nel primo trimestre dell’anno aumentano le vendite di prodotti Made in Italy dirette verso i paesi extra Ue, trainate soprattutto dalla vendita di beni di consumo non durevoli, che registrano una crescita pari al 9,2%. È quanto emerge dall’ultima recensione dell’ISTAT, in cui sono riportate le opinioni degli analisti sull’andamento dell’imprenditoria italiana nei principali mercati di sbocco internazionali.

L’export aumenta dell’1,3%, pari a una crescita su base annua del 6,6%, per la maggior parte dei settori industriali del Belpaese. I commenti riportati nella recensione sono confermati anche dalle opinioni di Confartigianato, che evidenzia le performance raggiunte dall’export diretto verso il mercato britannico. Il Regno Unito, ribadisce Confartigianato nella sua recensione, rappresenta infatti il 4,4% delle esportazioni italiane ed è il sesto paese di destinazione dei prodotti dell’industria manifatturiera.

L’importanza del Regno Unito per la vendita all’estero dei prodotti Made in Italy è stata confermata anche dai commenti riportati nel sito di Co.Mark, la nota azienda di consulenza per lo sviluppo Sales&Marketing estero, che posiziona il mercato UK tra le principali destinazioni di sbocco dell’export del Belpaese. Infatti, ribadisce Comark nei suoi commenti, il Regno Unito rientra tra gli storici player commerciali del Paese, insieme alla Germania e alla Francia. Tra i paesi più importanti per la vendita all’estero del Made in Italy si segnalano anche gli Stati Uniti, uno dei principali mercati di sbocco dei prodotti locali e la Cina, un partner commerciale avviato che offre alle aziende del territorio ottime prospettive di crescita.

Le opinioni degli esperti sottolineano il ruolo svolto dalla Lombardia, dove l’export ha raggiunto un valore pari a oltre 6700 milioni di euro, corrispondente al 25,5% del totale, seguita dall’Emilia-Romagna (3753 milioni di euro) e dal Veneto, in cui il valore delle esportazioni ha superato i 3600 milioni di euro.

Stando ai commenti riportati nella recensione di Confartigianato, durante lo scorso anno l’export dei prodotti Made in Italy verso il Regno Unito ha generato un valore di 27,3 miliardi di euro. Negli ultimi due anni, ribadiscono le opinioni degli esperti, le vendite dirette verso il mercato britannico sono aumentate del 16,6%, influenzate positivamente dalle performance raggiunge dalle prime sei regioni italiane, che da sole rappresentano circa il 78% dell’export diretto verso mercato UK: la Lombardia, l’Emilia-Romagna, il Veneto, il Piemonte, la Toscana e le Marche.

La recensione dell’Istituto fa emergere inoltre la forza e il dinamismo del tessuto imprenditoriale italiano, che ha saputo superare con successo le avversità derivanti dalla Brexit. Le opinioni degli esperti evidenziano i principali comparti industriali che hanno contribuito alla crescita: l’industria dei macchinari, degli autoveicoli, il settore chimico, metallurgico e quello delle apparecchiature elettriche, l’industria delle bevande e dell’abbigliamento.

I commenti degli analisti sottolineano inoltre i principali settori in cui è presente una concentrazione di micro e piccole imprese, che nel complesso valgono oltre 8000 milioni di euro di export, pari ad al 30,5% del totale dei prodotti diretti verso il Regno Unito: l’industria alimentare, della moda, del legno, della produzione di mobili e i comparti della gioielleria e dell’occhialeria.

Le performance raggiunte nel mercato UK da parte delle aziende italiane sono la conferma dell’infittirsi dello stretto rapporto di collaborazione commerciale tra i due paesi, dove la presenza di partner economici e industriali consolidati ha permesso una più ampia diffusione dei prodotti Made in Italy.

Redazione

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