Prestiti per le piccole aziende 2020: quale scegliere, tassi e rate

Il blocco dell’economia mondiale e durato ben 3 mesi. Tempo in cui le piccole e medie imprese non hanno potuto vendere prodotti e servizi.

Ci sono stati ingenti danni che hanno colpito gravemente le piccole e medie imprese. Sono migliaia i posti di lavoro in bilico I settori maggiormente in crisi sono:

  • Automobilistico
  • Turistico
  • Ristorazione

Settori che in Italia sono delle “super potenze” economiche dove poggia oltre la metà del PIL. Il Decreto liquidità sta cercando di aiutare al meglio le piccole e medie aziende. In che modo? Sono miliardi e miliardi di euro che devono solo essere richiesti per acconsentire una ripartenza.

Dubbi e diffidenza

Esistono prestiti che sono totalmente a fondo perduto, quindi non vengono risarciti dai commercianti che li hanno richiesti. Poi ci sono le proposte che riguardano un prestito che verrà restituito a tassi di interesse molto bassi.

Quali sono i migliori? Sono affidabili? Perché sceglierli? Le domande e la diffidenza è molta, anche perché il lockdown ha evidenziato un netto cambio di scelta degli acquisti nei consumatori.

Liquidità per 25.000 euro

Le piccole e medie imprese possono avere immediatamente 25.000 euro per controllare le spese attuali e investire sull’acquisto di nuovi prodotti.

Questo prestito è messo a disposizione dallo Stato e si accede tramite un modulo che si compila e si invia alla propria banca. I tempi di attesa variano da una settimana fino a un mese. Molto dipende da quante pratiche sono in lavorazione presso la propria banca.

Attualmente si è disposto la possibilità di avere il prestito fino al 31 dicembre. Nel modulo di “adesione” è possibile scegliere la tipologia di rata che varia da pochi mesi, con un tasso di interessi pari allo 0.20% fino all’1% per 72 mesi.

Attenzione che comunque il prestito avviene solo in base al 25% di quello che si è fatturato nel 2019. Quindi non è detto che si hanno i 25.000 euro per intero.

Recupero affitti fino al 60%

I locali commerciali fisici hanno spesso un affitto da pagare e quindi sono spese che, nei mesi del lockdown, sono state sostenute dalle piccole e medie imprese.

Oggi è possibile recuperare fino al 60% direttamente dallo Stato. Si deve presentare una domanda telematica. Il modulo da scarica è facilmente reperibile. Ogni soggetto che ha un affitto e che ha una partita iva attiva, può richiedere il risarcimento per tutti i mesi di chiusura.

Si tratta di un aiuto a fondo perduto. La riscossione del credito potrà avvenire con un rimborso su bonifico bancario o con assegno. Per la seconda scelta si hanno tempi più lunghi di recupero.

Qui non c’è nessuna rata da pagare perché è un recupero di denaro per avere maggiore liquidità.

Maria

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