ETF platino: ecco i pro e i contro nell’investire in questo metallo

Al giorno d’oggi ci sono tantissimi strumenti che consentono di investire praticamente su qualsiasi asset. Negli ultimi tempi chi vuole puntare sulle materie prime, ed in particolar modo sui metalli, ha mostrato una certa preferenza per gli exchange traded fund. Scopriamo quali sono le caratteristiche degli ETF platino e quali sono i pro ed i contro di un investimento di questo tipo.

Cosa sono gli ETF platino

Il platino è un metallo nobile perché chimicamente non può legarsi ad altri elementi. Questa caratteristica ne garantisce la stabilità nel tempo e la capacità di non ossidarsi e non corrodersi. È un metallo prezioso molto apprezzato nel campo della gioielleria, ma è nel settore industriale che viene maggiormente utilizzato (l’esempio tipico è quello della produzione di marmitte catalitiche) e trova applicazione anche in ambito medico. La quotazione del platino è correlata a quella dell’oro (che nonostante sia molto meno raro del platino mantiene una valutazione maggiore): essendo raro ed inattaccabile da agenti esterni, viene considerato un ottimo bene rifugio; il suo valore, quindi, è destinato ad aumentare proprio nei periodi di paura e di crisi, quando i risparmiatori spostano la loro liquidità verso qualcosa di più sicuro.

È possibile investire sul metallo prezioso in diversi modi, sia in modo fisico (ovvero comprando materialmente lingotti e monete) che in modo finanziario. Gli ETF platino sono dei fondi comuni a gestione passiva che replicano l’andamento del metallo. Il fondo investe il capitale raccolto acquistando platino fisico o titoli collegati ad imprese attive nell’estrazione e nella lavorazione del metallo. Gli exchange traded fund vengono emessi da una società di gestione e poi vengono quotati sul mercato: questo significa che l’investitore può acquistarne le quote direttamente in borsa. Gli ETF possono essere a replica fisica oppure a leva; tra i migliori della prima categoria è possibile segnalare Aberdeen Standard Physical Platimun Shares ETF, ZKB Platinum ETF A, Xtrackers Physical Platinum EUR Hedged ETCs, WindsomTree Physical Platinum; per quanto riguarda gli ETF a leva merita di essere segnalato il WindsomTree Platimun 2x Daily Leverage.

Pro e contro dello strumento per investire nel metallo prezioso

Sono diversi i vantaggi degli investimenti in ETF platino. Innanzi tutto, si tratta di strumenti quotati in borsa, quindi sono molto semplici da acquistare e da rivendere. Rispetto ai fondi di investimento a gestione attiva gli ETF danno maggiore sicurezza su come vengono investiti i soldi: la gestione passiva di fatto toglie qualsiasi potere discrezionale al gestore. Un altro vantaggio è rappresentato dai costi contenuti; bisogna poi segnalare la flessibilità dello strumento, che si presta sia a strategie di breve periodo che ad operazioni di più ampio respiro temporale, e la buona diversificazione offerta. Passando agli svantaggi, la gestione passiva, se da un lato rappresenta maggiore certezza, dall’altro rappresenta un limite, perché il gestore non può andare alla ricerca delle migliori opportunità presenti sul mercato. Inoltre, per ogni operazione di acquisto sarà necessario pagare una commissione (anche se si reinvestono i profitti nello stesso fondo) e questo alla lunga, soprattutto per chi opera nel breve periodo, può essere economicamente gravoso.

Ubaldo

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