I migliori investimenti per il 2020: le opportunità più interessanti

Con l’arrivo del nuovo anno ritorna la corsa agli investimenti, per cercare di ottenere dei rendimenti interessanti dai propri risparmi. Anche per il 2020 le opportunità sono numerose, dal mercato azionario all’equity crowdfunding per le startup, tuttavia è importante diversificare sempre il proprio portafoglio e gestire al meglio i rischi. Vediamo alcune delle migliori proposte per capire dove investire nel 2020.

Dove investire in Borsa nel 2020

Una delle migliori opportunità per chi vuole investire il proprio capitale, cercando di ottenere un rendimento invece di lasciare i risparmi sul conto corrente, continua a essere la Borsa. Investire in azioni offre guadagni potenziali elevati, sebbene si tratti di operazioni ad alto rischio, con rendimenti ben di sopra della media se si realizza una strategia adeguata e si mantiene un portafoglio diversificato.

I vantaggi del mercato azionario sono numerosi, dall’ampia gamma di titoli alla tassazione agevolata, inoltre al giorno d’oggi è possibile investire in maniera autonoma, rivolgendosi ai broker di trading online, oppure optare per il classico conto d’investimento da aprire presso la propria banca. In entrambi i casi la Borsa mette e disposizione grandi margini di profitto, perciò muovendosi nel modo giusto è possibile effettuare operazioni estremamente profittevoli.

Quali sono i settori migliori per il 2020? Ovviamente si confermano in auge le aziende tecnologiche, come Google, Facebook, Apple e Microsoft, le imprese del settore energetico con commesse pubbliche, oltre alle nuove società specializzate in ambiti come le criptovalute, le biotecnologie, la cybersicurezza e alle connessioni 5G. Per maggiori informazioni su come investire in Borsa consigliamo il portale Investireinborsa.org, dove trovare guide dettagliate e approfondimenti su tutto ciò che riguarda il mercato azionario.

Dove investire nel mercato immobiliare nel 2020

Il mattone rappresenta da sempre uno degli investimenti preferiti degli italiani, i quali spesso prediligono la sicurezza di un’abitazione da affittare rispetto ai rischi del mercato azionario e di altri settori. Senza dubbio anche per il 2020 il comparto immobiliare offrirà diverse opportunità per gli investitori, quindi chiunque abbia dei soldi da parte può considerare tale operazione, soprattutto per proteggere il capitale dall’inflazione ed evitare l’aumento dei costi per chi lascia i soldi sul conto corrente.

Dopo un periodo di crisi il mattone è tornato in cima alle preferenze, con una leggera ma costante ripresa del settore immobiliare. Ovviamente è necessaria una certa competenza, per fare un affare al momento dell’acquisto e ridurre al minimo i periodi di scoperto senza locatario. In particolare bisogna seguire il mercato del lavoro, comprando immobili da affittare velocemente ai lavoratori, evitando abitazioni difficili da locare, eccessivamente grandi o mal posizionate.

Investire nelle startup nel 2020: quali sono i rischi?

Oggi investire nelle startup è diventato piuttosto semplice, grazie alle piattaforme di crowdfunding che consentono di partecipare alle raccolte fondi, partendo da investimenti di capitale minimi con poche centinaia di euro. Si tratta ad esempio del sistema dell’equity crowdfunding, che consente di acquisire piccole quote di una startup, con l’opportunità di moltiplicare il valore iniziale qualora la società dovesse crescere e cominciare a fare utili, oppure quotarsi in Borsa.

Il settore è in netta crescita negli ultimi due anni, allo stesso tempo bisogna fare molta attenzione, infatti si tratta di operazioni ad altissimo rischio di perdita del capitale. Nel caso il progetto della startup dovesse fallire i soldi investiti possono andare in fumo, perciò serve competenza, una profonda analisi del business plan aziendale e una certa diversificazione del portafoglio d’investimento. Per chi ha una formazione in materia, conosce il settore o ha del tempo da dedicare allo studio del progetto l’appeal è senza dubbio molto forte, senza contare le agevolazioni fiscali previste dalle normative di legge.

Dove investire nel 2020: i beni rifugio

I cosiddetti beni rifugio permettono di proteggere il capitale, una soluzione adeguata per mettere al sicuro i propri risparmi senza esporsi a rischi eccessivi. Si tratta ad esempio di acquisti di oro, gioielli, opere d’arte, oggetti da collezione oppure di operazioni che prevedono il cambio dei risparmia in valute differenti, come il dollaro americano o il franco svizzero. Tali opzioni servono per non lasciare i soldi sul conto corrente, evitando allo stesso tempo di correre rischi come investimenti finanziari.

Inoltre il capitale può essere facilmente convertito qualora servisse della liquidità, perciò è un modo interessante per mantenere i risparmi mobili e protetti. Naturalmente bisogna affrontare delle spese, come le commissioni di acquisto, deposito e vendita, oltre alla possibile svalutazione nel breve termine. Tuttavia questi asset offrono una certa stabilità dei prezzi nel medio e lungo periodo, soprattutto durante le crisi economiche generalizzate.

Conti deposito e titoli di Stato per proteggere il capitale

Nell’ottica della diversificazione del portafoglio d’investimento non possono mancare degli asset a protezione del capitale, operazioni a basso rischio che vanno a coprire movimenti più pericolosi e incerti. In questo caso anche per il 2020 le opzioni migliori sono i conti deposito e i titoli di Stato, oltre ovviamente ai buoni fruttiferi postali. Questi strumenti offrono la garanzia del capitale investito, con interessi minimi ma in grado di preservare la somma dall’erosione dovuta all’inflazione.

I conti deposito sono sicuramente gli investimenti meno redditizi al giorno d’oggi, con tassi d’interesse fino a 2% circa lordo annuo, al quale bisogna togliere l’imposta sostitutiva e la trattenuta sulle rendite finanziarie. Al contrario i titoli di Stato sono asset decisamente più interessanti, soprattutto quelli a lungo termine con orizzonti temporali dai 10 ai 25 anni, i quali offrono rendimenti al di sopra dell’1% e una tassazione agevolata. Di norma è opportuno destinare almeno il 30/40% delle risorse a operazioni a basso rischio.

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