Invalidità temporanea: come si calcola? Quanti tipi ce ne sono?

In ambito assicurativo vengono utilizzati dei termini molto specifici. Quando si legge il contratto di una polizza, ad esempio, ci si può imbattere nell’espressione invalidità temporanea (spesso indicata anche come inabilità temporanea). Qual è il suo significato? Cerchiamo di capire di cosa si tratta, in che modo si può manifestare e come viene calcolato il relativo indennizzo.

Definizione e tipologie di invalidità temporanea

Con il termine invalidità temporanea si indica la perdita della capacità o della possibilità di svolgere le azioni tipiche della routine quotidiana in conseguenza ad un incidente stradale. Si può quindi dire che corrisponde al periodo che serve al corpo per riprendersi dagli effetti del sinistro subito. L’inabilità temporanea può essere di due tipi:

    • l’invalidità temporanea parziale si verifica quando si perde solo in parte la possibilità di svolgere le proprie attività quotidiane; la durata del periodo di invalidità viene definito dal medico legale in presenza di ingessature, fasciature o altre cose che possono limitare i movimenti dell’assicurato;
    • l’invalidità temporanea assoluta invece consiste nell’impossibilità completa di compiere le normali attività quotidiane o lavorative. Per fare un esempio, il lasso di tempo in cui l’assicurato rimane ricoverato presso un ospedale viene considerato periodo di inabilità assoluta perché non può svolgere tali azioni.

Calcolo della durata, del danno biologico e dell’indennizzo

Il danno legato all’invalidità temporanea viene calcolato da un medico legale: tramite la sua perizia, il medico valuta le lesioni subite, tiene conto dei certificati medici, della durata del periodo di inabilità e dei cambiamenti della situazione durante questo arco di tempo. Prima di tutto vengono quindi determinati i giorni di invalidità, che corrispondono a quelli in cui l’assicurato non ha potuto, parzialmente o totalmente, compiere le sue azioni quotidiane e lavorative. Una volta determinata la durata del periodo è necessario quantificare il danno biologico.

I decreti ministeriali hanno fissato intorno ai 47 euro il valore di ciascun giorno di lavoro che si perde a causa dell’inabilità temporanea. Ovviamente questo importo deve essere rivalutato in relazione alla percentuale di invalidità. I giorni in cui l’assicurato è ricoverato in ospedale vengono considerati periodo di inabilità assoluta, quindi il danno è pari al 100%; in questi casi il medico legale per quantificare il risarcimento non deve fare altro che moltiplicare l’indennizzo quotidiano pieno per il numero di giorni di ricovero.

Il calcolo diventa un po’ meno intuitivo nel caso in cui il paziente non venga ricoverato, ma non possa comunque svolgere del tutto le sue normali attività. In questo caso, come detto, si parla di inabilità parziale: può capitare, ad esempio, quando l’assicurato a causa dell’incidente deve ingessarsi un braccio. A seconda dell’entità del danno biologico, il medico legale valuta l’invalidità ad una percentuale compresa tra il 50% ed il 75%. Inoltre, la parte conclusiva del periodo d guarigione viene calcolato ad una percentuale ancora minore, solitamente compresa tra il 10% ed il 25%.

Ubaldo

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