Pignoramento presso terzi banca: come e quando avviene? Cosa fare?

Il pignoramento prezzo terzi consente al creditore di intervenire in un rapporto giuridico tra i suo debitore ed un terzo soggetto, espropriandolo. Il pignoramento può riguardare sia i crediti che il debitore vanta verso il terzo che cose mobili che appartengono al debitore ma che si trovano in possesso di un terzo. Anche il conto corrente può essere sottoposto a pignoramento presso terzi (banca, in questo caso). Vediamo quando può verificarsi una situazione del genere e come ci si deve comportare.

La procedura del pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è un procedimento che coinvolge tre soggetti, ovvero il creditore procedente, che è la parte attiva nel processo, il debitore esecutato, che è la parte passiva, ed il terzo pignorato, che risulta essere un soggetto estraneo all’esecuzione e quindi non è parte del processo esecutivo. I conti correnti e postali sono tra i crediti che vengono più frequentemente sottoposti a pignoramento: il creditore può scopre l’esistenza di questi rapporti bancari tramite delle indagini (condotte da società specializzate) che permettono di risalire alle coordinate del conto, alla località della banca ed alla filiale presso cui le somme che possono essere sottoposte al pignoramento sono registrate.

Come accade per le altre espropriazioni, prima della procedura esecutiva ci deve essere la notifica al debitore dell’atto di precetto e del titolo esecutivo, che può essere una cambiale, un decreto ingiuntivo o una sentenza. Per procedere con il pignoramento bisogna attendere almeno 10 giorni (ma non ne devono passare più di novanta) dal momento in cui l’atto di precetto è stato notificato al debitore. Se queste condizioni sono soddisfatte, l’avvocato che cura gli interessi del debitore deve preparare l’atto di pignoramento presso terzi: in questo caso il terzo è una banca, quindi il foro competente è il tribunale in cui ha luogo la residenza, la sede o il domicilio del debitore.

Gli obblighi del terzo: cosa deve fare la banca

L’atto di precetto viene consegnato dall’avvocato all’Ufficiale Giudiziario, che si occuperà di notificarlo sia al debitore che al terzo pignorato. Il giorno stesso in cui riceve la notifica, per il terzo scattano degli obblighi: da quel momento le cose o le somme da lui dovute diventano indisponibili e pure il terzo da quel momento diventa responsabile nei confronti del creditore. Visto che in questo caso il pignoramento riguarda un conto corrente, l’obbligo di custodia da parte del terzo/banca prevede delle limitazioni; se le somme presenti sul conto sono state percepite dal debitore come stipendio, salario, pensione o assegno di quiescenza, gli obblighi della banca si limitano al triplo dell’assegno sociale se gli importi sono stati accreditati prima del pignoramento (che quindi vale solo per le cifre eccedenti), mentre per gli accrediti successivi vengono applicate le limitazioni previste all’articolo 545 del Codice di Procedura Civile. L’altro obbligo a carico della banca è rappresentato dalla dichiarazione del terzo: deve comunicare al creditore se è realmente debitore del debitore principale; in questa dichiarazione devono essere le somme o le cose di cui è debitore, quando è prevista la consegna o il pagamento, se ci sono stata delle cessioni.

L’udienza e l’ordinanza di assegnazione

Dopo aver eseguito tutte le notificazioni, l’Ufficiale Giudiziario riporta l’atto di pignoramento all’avvocato del creditore. Dal momento della restituzione l’avvocato ha 30 giorni per iscrivere la procedura a ruolo, che consiste nel deposito presso la cancelleria del Tribunale competente della nota di iscrizione a ruolo, delle copie conformi dell’atto di pignoramento, dell’atto di precetto e del titolo esecutivo del contributo unificato e della marca da bollo. Il cancelliere con questi documenti forma il fascicolo dell’esecuzione, che viene recapitato al magistrato dell’Ufficio Giudiziario. Nel caso in cui nella sua dichiarazione il terzo abbia affermato di essere possessore di cose o crediti che appartengono al debitore e non ci sono contestazioni, il giudice può fissar la data per l’udienza per l’assegnazione di tali crediti. L’ordinanza di assegnazione è un titolo esecutivo: una volta che gli viene notificata, il terzo deve adempiere tempestivamente.

Ubaldo

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